Anche 10 euro può essere conforto per molti!
Fondazione Don Orione Onlus
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| Scritto da Don Stefano Bortolato FDP |
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Testimonianza di Danusca Palomaba,fisioterapista del don Orione di Ercolano.
Ciao a tutti...
sono rientrata da qualche giorno da Maputo e vi porto i saluti di don Romolo. Le cose procedono positivamente. Il centro è in ampliamento grazie anche a voi e al vostro sostegno. Ovviamente sono ancora tante le amarezze e le sofferenze che lasciano senza parole e col cuore triste. In qualità di terapista del Don Orione di Ercolano sono stata a Maputo per avviare un progetto che merita tutto il nostro aiuto e sostegno. L'apertura del poliambulatorio ed i corsi di aggiornamento nonchè di assistenza e terapia per i piccoli, accolti nel villaggio "Opera don orione di Maputo". Grazie ancora a nome di don Romolo persona straordianria che ho avuto la fortuna di conoscere e appoggiare.Il piccolo Villaggio Don Orione è "una stella che illumina un cielo spento"...ancora tante le cose da realizzare...come la scuola di formazione professionale in T.O. e il poliambulatorio che rimane un progetto valido e da sostenere nel tempo. Fuori...mille volti e contraddizioni...ricchezza sfrenata e povertà drammatica...colori, paesaggi mozzafiato e discariche.Tradizioni e magia si mescolano col desiderio di guardare avanti e il razzismo,come dicono i giovani di Maputo, non sta nel colore della pelle ma nel modo di pensare. Su ogni volto e dagli occhi grandi e profondi traspare solo tristezza e malinconia verso qualcosa che forse non cambierà mai. Amano la loro terra e le loro radici e in queste radici c'è il senso più profondo dell' Africa..."FREDDA LA MORTE CORRE ANCORA SUL RULLO DEI TAMBURI...FREDDA LA SOLITUDINE CHE PREGA E PIANGE SU PROFILI DI SABBIA MAI LEGGERA...VENGANO E MANI E PIEDI E CUORI A DIR PIETA' E POSSA IL PIANTO TRAMUTARSI IN CANTO..." Danusca Palomba (Muntanhana Weru-Bagamoyo
Febbraio 2010: Due settimane a Maputo - Don Alessio racconta...
Dal 18 gennaio al 2 febbraio ho avuto la possibilità di visitare la nostra missione orionina di Maputo, in Mozambico. Una tenda orionina, piccola ma significativa, che sebbene sia agli inizi parla già il linguaggio della carità tanto caro al nostro padre fondatore.La missione del Mozambico, affidata ai confratelli della provincia religiosa del Brasile Sud è una delle ultime missioni e come in ogni inizio richiede tante cose da fare specialmente se si desidera cambiare certe difficili situazioni per dare una giusta dignità alla persona umana.I confratelli presenti in Mozambico costituiscono una piccola comunità: P. Jose Gerardo Da Silva, Parroco della parrocchia San Giovanni Bosco coadiuvato da P. Romolo Mariani incaricato del nascente centro don Orione a tre chilometri dalla parrocchia.Cosa significa arrivare in terra africana? Per me è stato un rituffarmi in quella realtà che mi ha accolto per alcuni anni, che ho imparato a conoscere e ad accogliere rimanendone affascinato ….certo, per la mia esperienza, il "mal d'Africa " esiste. La parrocchia è letteralmente in ebollizione per terminare i lavori dell'oratorio che ospiterà quei ragazzi già presenti, circa 700 tra bambini e giovani. Il missionario in Mozambico, come in ogni altro paese, si occupa delle anime ma anche di realizzare strutture per accogliere i giovani e per offrire loro un aiuto insieme ad una formazione che li renda capaci di affrontare il loro domani con più serenità e competenza.
Don Alessio Vieni in Africa!" - Bellissima testimonianza
Tutto è cominciato qualche mese fa quando, parlando con un amico della fondazione Don Orione, mi sono sentita dire all’improvviso “
Siamo ospitati nei centri orionini di questi paesi e subito ho modo di conoscere alcune delle peculiarità delle persone locali: la loro gentilezza e la loro accoglienza che ti lasciano senza parole.Nel corso della nostra permanenza abbiamo potuto vedere gli enormi sforzi che la Congregazione di Don Orione ha fatto in questi paesi per dare un sollievo alla gente specialmente verso i disabili debellando così il soprannome di “Bambini serpenti”. In ogni paese della regione sud sahariana vi è un centro orionino per disabili, ben equipaggiato ove vengono offerte le cure per la riabilitazione e atelier ortopedici per ovviare a quello che madre natura non ha fatto. E’ interessante vedere le persone, specialmente i bambini che, forse incuranti della loro malattia, sorridono, stringono i denti e fanno numerosi sforzi per rialzarsi e ricominciare a camminare, facendo quelle funzioni che noi ripetiamo in ogni momento della nostra giornata e che ci sembrano scontate ma che per loro sono delle imprese e conquiste veramente difficili.Ma quello che più mi ha colpito sono stati i bambini……..un mare di bambini che si incontrano ovunque: la domenica in chiesa mentre sfoggiano il loro vestitino più bello oppure durante la settimana quando ritornano dalla scuola e sono costretti a fare numerosi chilometri a piedi per raggiungere il proprio villaggio. Li vedi sfilare numerosi nelle loro divise con la cartella sottobraccio, ovviamente non griffata come si usa da noi, ma ricavata da un semplice sacco di yuta che all’inizio aveva la sola funzione di contenere riso e che ora viene portata in modo molto disinvolto e dignitoso.
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