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Oggi, giovedì 10 Febbraio, si celebra il Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe; istituito con legge n. 92 del 30 Marzo 2004 conserva e rinnova la memoria della tragedia degli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia e di tutte le vittime delle foibe . Il termine "foiba" significa "fossa"; le foibe, infatti, sono voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall'erosione di corsi d'acqua; al plurale è oggi associato agli eccidi commessi dai partigiani jugoslavi comunisti durante e subito dopo la seconda guerra mondiale. L'utilizzo del termine è tuttavia improprio:solo una minima parte delle vittime ,infatti, fu occultata nelle foibe, mentre la maggior parte perse la vita nelle prigioni o nei campi jugoslavi .
Il fenomeno delle foibe può essere considerato come un evento derivante da un movente politico, il cui duplice obiettivo era: o l'annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia: si volevano pertanto neutralizzare quelli (essenzialmente italiani) che si opponevano. o l'avvento di un governo comunista in Iugoslavia: si volevano pertanto neutralizzare reali o potenziali oppositori del costituendo regime comunista. Gli eccidi, pertanto, furono in massima parte risultato di una "violenza di stato"per eliminare ogni forma di resistenza organizzata. La vicenda,, nel dopoguerra , è stata a lungo trascurata per i convergenti interessi di governo e opposizione. Secondo lo storico Gianni Oliva il silenzio fu causato da tre motivi: prima di tutto vi fu un silenzio internazionale, provocato dalla rottura tra Tito (leader della Jugoslavia) e Stalin avvenuta nel 1948, che spinse tutto il blocco occidentale a stabilire rapporti meno tesi con la Jugoslavia, in funzione antisovietica (si era agli inizi della guerra fredda). Vi fu inoltre il silenzio del PCI che non aveva interesse a evidenziare le proprie contraddizioni sulla vicenda e le proprie subordinazioni alla volontà del comunismo internazionale. Vi fu, infine, un silenzio da parte dello Stato Italiano che voleva sorpassare tutto il capitolo della sconfitta nella seconda guerra mondiale. Oltre a questo non si voleva inoltre riaprire il problema dei molti militari che commisero in Jugoslavia reati di guerra per i quali non furono mai perseguiti, nonostante le iniziali richieste del governo jugoslavo. La memoria degli avvenimenti rimase per lo più ristretta nell'ambito degli esuli, di qualche intellettuale anticonformista e di commemorazioni locali. Solo una parte della destra ha sostenuto le ragioni delle vittime, sia pure strumentalizzandole in funzione anticomunista ed esagerando il loro numero. Tuttavia, fu solo a partire dai primi anni '90, a seguito della fine della guerra fredda, che il tema delle foibe venne pienamente in luce e iniziò ad essere trattato dai media, coinvolgendo cultura, società e politica. Dal 2005 la giornata del 10 febbraio è dedicata alla commemorazione dei morti e dei profughi italiani. La data del 10 febbraio ricorda ,inoltre, il trattato di Parigi siglato nel 1947 che assegnò alla Jugoslavia il territorio occupato nel corso della guerra dall'armata di Tito. |