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Padre Romolo ci scrive... |
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Scritto da Fondazione Don Orione Onlus
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Mercoledì 12 Maggio 2010 16:48 |
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Bagamoyo di Maputo in Mozambico, Africa Maggio 2010, mese di Maria
Carissimi e nobili amici,sorelle e fratelli.
Ho una bella notizia che mi canta nel cuore e ve la voglio comunicare. La voglio condividere con voi per cantare insieme la grande misericordia del Signore Gesù e della Santa Madonna. La Provvidenza Divina ha permesso che io potessi svolgere parte del mio apostolato sacerdotale in mezzo a voi, prima che mi venisse affidato l'incarico di fare un po' di bene in mezzo ai fratelli e sorelle di questo lembo di terra della martoriata Africa e per giunta l'Africa Australe. Qui sto riprendendo il ritmo di sempre,e pare che Dio stia benedicendo tutto e tutti. Dopo il corso di formazione che è andato molto bene, abbiamo cominciato ad esaminare ed a visitare le famiglie presso le quali esistono situazioni molto disagiate e con persone che hanno bisogno di aiuto, ma che loro tengono nascoste perche la deficienza fisica e psichica, umilia le persone ed allora nascondono il malato o lo lasciano ai margini del bosco.

Stiamo facendo ora una accurata selezione e vengono fuori casi davvero pietosi. Mai però come in questi giorni mi tornano alla mente i volti e gli occhi dei vostri bimbi! Come sono belli i vostri bimbi e come sono cari. Occhi vivi,volti sereni e pieni di bella salute, promessa di un futuro di vita pieno di belle speranze. Perché proprio in questi giorni mi tornano alla mente i volti dei vostri bimbi? Perché sto vivendo in questa missione questo momento tutto particolare e pieno di emozioni. La casa si sta riempiendo di angeli negri. Quello che io voglio trasmettere è la gioia e la sorpresa gioiosa di questi bimbi e bimbe che stanno arrivando e quasi non credono a loro stessi, che la casa è loro e non riescono a capire che pure le attenzioni e i gesti di affetto sono per loro, non erano abituati e quindi è uno stupore continuo. Ma i loro volti non sono belli e sani come quelli dei vostri figli. Questi sono volti sofferenti aggrediti dalla fame,dalle malattie, che li ha un po' deformati. In questi giorni queste principessine e principi stanno prendendo possesso dei loro troni,che voi avete collaborato a costruire, sono abitazioni confortevoli. Siate benedetti. Questi angeli negri non credono a loro stessi. Questi volti che senza colpa loro hanno perduto lo splendore della lucentezza degli occhi e questi corpicini martoriati dalla malattia e dalle privazioni, fanno tenerezza, ed ora si allarga il cuore e viene spontaneo cantare l'inno della misericordia di Dio.....Ringraziamo insieme il Signore Gesù e la Madonna. Questi bimbi cominciano ora a vivere un po' di vita decente, e nel loro volto si legge lo stupore, anche se questi volti sono sfigurati precocemente. Qui trovano ora un letto che è tutto per loro, trovano cibo, medicine e cure, stanno trovando volti sereni e pieni di affetto. Noi abbiamo grazie a Dio quasi riorganizzato l'ambiente, vogliamo ora realizzare la sala di fisioterapia e altri ambienti, ma il più è quasi fatto e possiamo aumentare già il numero degli assistiti. Si comincia a sentire il canto della lode alla Provvidenza divina,e il sorriso comincia ad apparire nel loro volto. Sono tanti questi bimbi e bimbe, e tutti hanno una storia tanto triste che non possono neppure raccontare, ma quello che è bello che il progetto di sorriso sta affiorando nel loro volto. Siete voi,con altri cari amici che avete permesso che succedesse questo miracolo di amore, siate benedetti e Dio vi ricompensi di tanto amore. Ci sono ancora altri bimbi che stanno aspettando,e sono certo la Provvidenza aprirà le braccia pure per loro, li andiamo a prendere ai margini della foresta perche pure loro sono persone e ne vogliamo fare figli di Dio nostri fratelli e sorelle..Perche vi sto scrivendo? Perche è bello condividere con voi questi momenti di gioia e perché insieme vogliamo cantare l'inno della carità che S. Luigi Orione cantava in queste circostanze. Ave Maria e avanti. Fate una bella carezza ai vostri bimbi anche da parte mia e di questi cari angeli negri.
Padre Romolo
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