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"DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO…..” PDF Stampa E-mail
Scritto da Vito Cutro -Giornalista   
Giovedì 07 Gennaio 2010 14:22

pane2…e, purtroppo, in molti casi, sarebbe il caso di continuare: “affinché noi riusciamo a gettarne una grande quantità”.

Se è vero, come è vero, che, quotidianamente, si gettano via quantità enormi dell’alimento per eccellenza – così come risulta da una ricerca effettuata dal quotidiano “Il Corriere della sera” del giorno 3 gennaio scorso, secondo la quale ogni giorno, nella sola città di Milano, ammonterebbe a 180 quintali la quantità di pane che viene quotidianamente gettato tra i rifiuti – c’è soltanto di che rabbrividire.

Non vogliamo, in questa sede, ripetere le tante considerazioni che vengono quotidianamente fatte sull’uso oculato delle risorse e tanto più di quelle vitali, ma non possiamo esimerci dal ribadire a quale e quanta scriteratezza si è ridotta la nostra “civiltà” dei consumi: vogliamo tutto secondo i nostri gusti e, quand’anche discutibile tanto egoismo, ci permettiamo anche di gettarlo.

 

E non solo con il pane, l’acqua ed altri alimenti. Non serve a nulla parlare di crisi economica, di persone, soprattutto bambini, che quotidianamente muoiono di fame, della necessità fondamentale di tornare ad una razionalizzazione delle spese e delle risorse: ormai abbiamo coniato il motto “pago, quindi voglio, anche se poi getto”.

La sordità a cui veniamo indotti dalla pubblicità, dal rispetto delle apparenze, da tante immagini edonistiche completamente prive di sostanza ci porta anche a questo: lo svilimento di tutto ed il suo asservimento ai nostri insani egoismi.

Nel suo interevento tenuto in occasione della 36^ sessione della Conferenza generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, tenutasi a Roma nel novembre scorso, Benedetto XVI ha, tra l’altro affermato:”(…) Il desiderio di possedere e di usare in maniera eccessiva e disordinata le risorse del pianeta è la causa prima di ogni degrado dell’ambiente.(…) Le statistiche testimoniano la drammatica crescita del numero di chi soffre la fame e a questo concorrono l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, la diminuzione delle disponibilità economiche delle popolazioni più povere, il limitato accesso al mercato e al cibo. Tutto ciò mentre si conferma il dato che la terra può sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti. Infatti, sebbene in alcune regioni permangano bassi livelli di produzione agricola anche a causa di mutamenti climatici, globalmente tale produzione è sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro. Questi dati indicano l'assenza di una relazione di causa-effetto tra la crescita della popolazione e la fame, e ciò è ulteriormente provato dalla deprecabile distruzione di derrate alimentari in funzione del lucro economico.(…)”.

Se ve ne fosse stato ancora bisogno le parole del Pontefice hanno ribadito che tutto ha un collegamento vitale, dal micro al macro cosmo e che, possiamo affermare, il ‘semplice’ gesto di gettare alle ortiche un chilo di pane, o quello di sprecare un litro di acqua, turbano un possibile equilibrio, necessario oltre che per gli esseri umani anche per la sopravvivenza della salubrità dell’ambiente.

Sarebbe ora che ciascuno di noi si assumesse la responsabilità personale delle proprie opzioni sia nei confronti del mondo e della natura, sia nei confronti dei propri figli.

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Gennaio 2010 09:46
 
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