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“Laudato si mi’ Signore per sor Acqua, la quale è molto utile e umile e preziosa e casta”: così recita un versetto del Cantico di san Francesco d’Assisi chiamato “Cantico delle creature”. Al dì là dei due attributi umile e casta ai quali, al giorno d’oggi, non abbiamo il tempo di prestare attenzione, ogni giorno che passa ci stiamo sempre più rendendo conto di quanto sia utile e preziosa. Della sua utilità, purtroppo, ne fanno le spese molte popolazioni alle quali questo grande beneficio non è stato donato a sufficienza. Per inverso noi occidentali, pur avendone in quantità ragguardevole, non sappiamo dare il giusto valore alle sua preziosità al punto che, per noi, ‘preziosa’ sta a significare sempre più ‘cara’ come costo.
Già dal 1992 le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata Mondiale dell’acqua, che cade il 22 di marzo, ed il cui scopo è quello di sensibilizzare i cittadini del nord del mondo ad adoperarsi per non sprecare la preziosa risorsa e a fare in modo che i propri governi adottino delle politiche di salvaguardia e sviluppo delle risorse idriche nei paesi del sud del mondo. Momento di sensibilizzazione che si ripete ogni anno, ma, ormai, possiamo ben affermare, inutilmente: è divenuta anch’esso una di quelle celebrazioni annuali di belle parole, bei propositi e belle manifestazioni che non mutano, purtroppo, di una virgola le abitudini ormai consolidate e dure a morire. In occasione della celebrazione del 22 marzo 1999, l’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ebbe, tra l’altro, ad affermare: “(…) Eppure, continuiamo a comportarci come se l’acqua dolce fosse una risorsa eternamente disponibile, ma non è così. L’acqua è un bene prezioso ed insostituibile: non possiamo vivere senza e non esiste nulla che sia in grado di sostituirla. Si tratta di una questione delicata poiché il comportamento umano ha un profondo impatto sulla quantità e qualità di acqua.(…) Oggi, diamo per scontata la disponibilità di acqua. Quelli di noi che sono ancora abbastanza fortunati da poter aprire il rubinetto, o azionare il pozzo, come se la scorta fosse illimitata, hanno bisogno di imparare il vero valore di questa preziosissima risorsa. Altrimenti, sarà la sua scarsità ad insegnarcelo.” La gestione razionale delle risorse idriche non riguarda solo il sud del mondo. Segnali preoccupanti arrivano anche dalle nazioni industrializzate, dove spesso l'abbondanza relativa dell'acqua diventa spreco nell'immediato, mettendo in pericolo le riserve per il futuro. L'Italia sotto quest'aspetto, non è da meno al punto che la percentuale di dispersione dell’acqua potabile, dovuta ad acquedotti fatiscenti e ad altre cause strutturali, è arrivata circa al 40 per cento. Purtroppo, al di là dell’azione meritoria di diverse organizzazioni umanitarie, tra cui, ovviamente, la nostra Fondazione Don Orione, questo, come tanti altri messaggi, cadono nel vuoto e la nostra durezza di cervice continua a farsi sempre più cronica. Anche in questo caso è urgente un cambiamento di mentalità, una conversione di stili di vita che ci porti ad uscire dall’egoismo del proprio orticello ed a pensare, con maggiore determinazione e coerenza, al bene del pianeta ed a chi è nel bisogno e nella sofferenza anche per mancanza di beni essenziali quali, appunto, l’acqua. |