Marsabit, Kenya (2011): Emergenza Siccità

Progetto “Emergenza Siccità in Marsabit – Kenya”

In Kenya si parla oggi di emergenza fame: i prezzi dei generi alimentari sono schizzati alle stelle ed è necessario un intervento incisivo volto a garantire la sicurezza alimentare per i 2,5 milioni di persone che versano in gravi difficoltà a causa della grande siccità che sta massacrando il paese e della conseguente carenza di cibo.

La struttura economica si fonda tuttora sull’agricoltura, che però risulta sbilanciata a favore delle colture d’esportazione a scapito di quelle di sussistenza, condizionata dai mutevoli andamenti climatici, soprattutto pluviometrici, ed esposta alle fluttuazioni dei prezzi sui mercati internazionali.

Ci sono molti casi di malnutrizione e diarrea nei centri di sanità a causa di mancanza di acqua e cibo. Un’indagine nazionale compiuta a giugno manifesta che il GAM (Global Acute Moderate Malnutrition) sta a più di 27%, cioè, 3 volte più di quello considerato normale.

Le zone maggiormente colpite sono: Laisamis, Loiyangalani, NorthHorr, Maikona, divisioni Central e Gadamoji di Marsabit.

La città di Marsabit è situata su un monte con vari punti più alti. La popolazione è circa 15.000 abitanti.
Sul monte Marsabit, se non c’e’ pioggia, non c’e’ acqua. Non c’e’ stata pioggia, eccetta qualche goccia, per circa tre anni ne’ a Marsabit Town ne’ nelle zone rurali vastissime. Non c’e’ stata una raccolta di grano turco o fagioli per 4 anni. I prezzi di cereali e di gasolio si sono alzati moltissimo. I pozzi non funzionano sulla montagna. Ci sono pozzi a distanze di 30,40 o 50 km da Marsabit nelle zone di pianura e anche quelli cominciano a esaurirsi. L’acqua di Marsabit è portata da camion da questi pozzi (boreholes).

Le donne in particolare sono incaricate a cercare acqua per le loro famiglie e spesso nelle zone rurali devono camminare a piedi 20 o più kilometri per un bidone di acqua di 20 litri. I pozzi sono affollati e le donne soffrono molto per questo lavoro duro che riduce la loro salute precaria. Devono pagare 80 shillinghi per bidone mentre il prezzo normale e’ 2 shillinghi.

In questo momento c’è carestia, la peggiore degli ultimi 60 anni, e, quindi, morte di animali e morte di persone. I più vulnerabili sono i bambini sotto 3 anni, donne incinte e lattanti, vecchi e malati. Stanno in una spirale discendente di povertà.

Tra le attività promosse per fronteggiare la peggiore siccità degli ultimi sessant’anni, nel distretto Marsabit, una delle aree più colpite dall’emergenza, nel nord del Kenya, la Diocesi ha messo a disposizione 12 strutture sanitarie per visitare, curare e distribuire cibo terapeutico (integratori nutrizionali) ai bambini, anziani, donne incinte e in allattamento. La Diocesi, inoltre, si è impegnata nella distribuzione dell’acqua ed all’insegnamento della popolazione come utilizzarla per garantire l’igiene, fondamentale per scongiurare il rischio di malattie.

Beneficiaru diretti: 15000 persone di cui cuyo 550 bambini che frequentano le scuole, malati, anziani e persone disabili.

Beneficiari indiretti: 201.266 persone, abitanti di Marsabit.

Obiettivo:
Promuovere un’azione efficace di emergenza a beneficio della popolazione keniota a causa della devastante siccità

Offrire un’azione di sostegno psicologico idonea a garantire la ripresa della normalità di una vita sociale e culturale che contrasti sensibilmente ogni forma di nuova marginalità, di esclusione e di devianza come conseguenza di un ulteriore impoverimento a causa dell’atroce siccità

  • Obiettivi specifici
    Intervenire nell’emergenza immediata con la distribuzione dei alimenti ed i integratori nutrizionali, con particolare attenzione nelle scuole, e la distribuzione di Kit alimentari ai nuclei familiari maggiormente esposti ai rischi della sopravvivenza alimentare, secondo criteri di priorità dettati dal numero dei componenti e dalla presenza di bambini, disabili e anziani (I° FASE)
  • Distribuzione dell’acqua potabile a favore dei più di 800 nuclei famigliari vulnerabili, con particolare attenzione alla la protezione dei bambini dei campi profughi (II° FASE)
  • Somministrazione dei medicinali di prima necessità per le persone malnutrite e distribuzione di Kit igienico-sanitari, al fine di contrastare la diffusione d’infezioni di varia tipologia (III° FASE)
  • Distribuzione di emergenza di supporti nutritivi per 500 animali a rischio di morire (IV° FASE)
  • Offrire sostegno psicologico a beneficio degli oltre 1000 persone profughe a causa della siccità e fame con particolare attenzione alle donne – capo famiglia e le persone più vulnerabili (V° FASE)

Finanziamento: € 60.916,28

WhatsApp chat