Tampelin, Burkina Faso (2012)

Tampelin, Burkina Faso: promozione e Supporto dello Sviluppo Socio – Economico per le donne del Villaggio di TOUG METENGA

Burkina Faso, paese dell’Africa Occidentale, a sud del Sahara. Confina con Mali, Niger, Benin, Ghana e Costa d’Avorio. Il paese è situato nella regione della savana e non ha sbocchi sul mare: l’oceano Atlantico dista 500 km.

Mappa artistica del Burkina Faso

Situazione economica: L’economia del Paese si basa principalmente sul settore primario (agricoltura e allevamento), il 92% della popolazione burkinabé è impiegata infatti nel campo agricolo ed è legata ad un’agricoltura di sussistenza. L’economia formale dipende enormemente dalla produzione di cereali per consumo locale e dall’esportazione di prodotti agricoli e bestiame. Il settore agricolo nel 2004 rappresenta il 30,8% del PIL, mentre l’esportazione di prodotti agricoli (in particolare il cotone) equivale al 65% dell’export totale. L’attività agricola è caratterizzata da una forte dipendenza dalle piogge e da tecniche tradizionali a bassa tecnologia.  Le principali coltivazioni sono: cotone, karité, miglio e sorgo. Nel nord del paese, la maggiore risorsa è l’allevamento. Le tecniche di coltivazione e allevamento sono a bassa tecnologia.

La negazione dei diritti e l’emarginazione femminile 

Tra i vari attori sociali le donne ed i loro bambini sono ad essere i più svantaggiati. L’uguaglianza tra i sessi è un elemento essenziale della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948), tuttavia in molte società e ambiti di attività le donne si trovano a doversi confrontare quotidianamente con l’iniquità di trattamento rispetto agli uomini. In posizione subordinata nella società, le donne sono soggette a costante discriminazione in particolare nei settori dell’educazione, dell’occupazione, della proprietà e del diritto di famiglia. Nonostante la legislazione nazionale del Burkina Faso preveda l’uguaglianza dei sessi, nella vita quotidiana di ogni villaggio le leggi hanno un debole impatto. Il diseguale trattamento delle donne è radicato nella tradizione regionale. La condizione sociale ed economica della donna burkinabé è caratterizzata da una grande povertà e segnata da enormi fatiche nello svolgimento dei lavori quotidiani sia dentro che fuori la casa e la famiglia. Esse dipendono sempre dal marito, poiché non hanno diritto ad essere proprietarie di terre coltivabili, non hanno diritto all’istruzione e spesso restano povere ed arretrate, totalmente incapaci di contribuire allo sviluppo del paese. Per garantire un pasto ai propri figli molte donne si prostituiscono, esponendosi al rischio di malattie. La giornata di lavoro è molto dura per i tanti compiti che devono svolgere: andare ad attingere l’acqua, procurarsi la legna, preparare i pasti, andare al mercato, lavorare il miglio e macinarlo a mano.

La disparità di genere è forte al punto che l’Indice di Sviluppo Umano relativo al Genere (GDI) attestandosi allo 0,311 incide drasticamente sull’abbassamento del valore dell’Indice di sviluppo umano (HDI).

La problematica di genere è oggetto di grande attenzione in Burkina Faso, infatti, nel 1997 è sorto il Ministère de la Promotion de la Femme, sotto la leadership di un ministro donna, per condurre capillari campagne di sensibilizzazione sul tema. E’ stato varato nel 2003 un nuovo Piano di azione 2003-2007 per la promozione della donna che si iscrive nella strategia nazionale di lotta contro la povertà adottata dal governo, il cui obiettivo generale è la riduzione della povertà attraverso la promozione socio-economica della donna al fine di favorire una maggiore equità di genere. Le donne africane, da sempre grandi ed infaticabili lavoratrici, sono i cardini della famiglia e della società, ma non hanno mai avuto modo, a causa dell’atteggiamento culturale che le vuole in posizione subalterna e delle discriminazioni che le negano l’accesso all’istruzione, di incanalare le risorse personali in attività lavorative organizzate.

Il piano d’azione sopra citato, preso atto della realtà dei villaggi del Burkina Faso e nel totale rispetto della cultura e delle tradizioni locali, intende sollecitare la presa di coscienza delle donne per migliorare la qualità della loro vita e dei figli, privilegiando le attitudini e capacità e richiedendo la partecipazione attiva e decisionale.

Il processo di cambiamento nel Paese appare tuttavia ancora in una fase iniziale e si è ben lontani da un significativo miglioramento dello status femminile e dal veder riconosciute le pari opportunità.

Povertà e sotto-sviluppo

Il Burkina Faso, come dimostrano i dati internazionalmente riconosciuti, è tra i paesi meno sviluppati e poveri al mondo. La classificazione mondiale secondo l’Indice di Sviluppo Umano (HDI), ad opera dell’UNDP, lo vede al 175° posto su 177. L’indice di sviluppo umano rappresenta e sintetizza al suo interno gli aspetti più importanti dello sviluppo umano, che sappiamo essere multidimensionale, ovvero considera il reddito pro capite, il livello di scolarizzazione e la longevità.

Il faticoso processo di sviluppo del Paese trascura peraltro una parte consistente della popolazione. E’, infatti, più della metà della popolazione a non veder soddisfatti i suoi bisogni elementari e quindi a non disporre della capacità di partecipare alla vita socio-economica e politica del Paese. Ciò è ben attestato dall’Indice di Povertà Umana (HPI) che per il Burkina Faso si attesta al 64,2%, il più basso del mondo dopo il Niger.

Il progetto vuole rispondere alle drammatiche condizioni di vita della popolazione – in particolare femminile – della zona di Tougmetenga (Tampellin) nel Burkina Faso attraverso: la costruzione di un porcile per l’allevamento di suini e la produzione della birra locale con relativa organizzazione di un sistema di commercializzazione.

Beneficiari diretti: 100 persone di cui 70 donne e 30 uomini

Beneficiari indiretti: intera popolazione locale

Obiettivo:

  • Miglioramento delle condizioni socio-economiche e ambientali delle donne del villaggio di Tougmetenga-Tampellin
  • Promuovere attività generatrici di reddito e forme di autosufficienza alimentare dei beneficiari e della comunità locale in genere;
  • Sviluppare percorsi di formazione al lavoro;

L’aumento della preparazione professionale e la creazione di un sistema di produzione e vendita efficiente permetterà un miglioramento dello stato socio-economico delle donne coinvolte nel progetto.

In particolare:

Attività di creazione e coltivazione di un orto per il sostentamento alimentare dei beneficiari e della comunità.

Allevamento dei suini per il sostegno alimentare dei beneficiari e della comunità.

La produzione della birra locale attraverso la lavorazione e la fermentazione del miglio.

Finanziamento: € 5.000

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